I Power Rangers sono sempre stati un esempio per tutti i giovani ragazzi che guardavano la serie negli Anni Novanta. Li ha accompagnati negli anni, comunicando loro una morale sempre attuale: lavorare in squadra senza perdere di vista la propria individualità, rispettare i propri compagni (e anche i propri nemici) ma soprattutto accettare se stessi e gli altri.

Il periodo più duro: il liceo

L’accettazione del proprio potere e la ricerca di sé sarà al centro della pellicola diretta da Dean Israelite che arriverà al cinema il prossimo 6 Aprile. I nostri cinque Ranger, oltre ad essere guerrieri e difensori della Terra contro la minaccia di Rita Repulsa, sono prima di tutto dei teenager che attraversano quel particolare momento della loro vita (che pare essere il più difficile, e che probabilmente lo è) chiamato liceo.

Jason e Kimberly sono i due studenti di successo, il primo sportivo e la seconda cheerleader, che stanno perdendo la loro fama e poco a poco relegati a tappezzeria scolastica. Zack, Trini e Billy sono invece degli outsiders, scontrosi, solitari e socialmente “particolari”, hanno difficoltà ad integrarsi nella più banale realtà scolastica.  

Il loro essere al di fuori della comunità è ciò che li accomuna e soprattutto ciò che li fa entrare in contatto tra di loro (creando prima dei Power Ranger una sorta di nuovo Breakfast Club, abbiamo Billy, il cervello; Jason, l’atleta; Trini, la fuori di testa; Kimberly, la principessa e Zack, il criminale). Insieme riusciranno meglio a capire chi sono e dove vogliono andare. Questo in particolare per due personaggi: Billy e Trini. Il primo affetto da una lieve forma di autismo che lo rende socialmente imbarazzante, la seconda invece alla ricerca di una propria identità sessuale.

RJ Cyle, che interpreta il Blue Ranger, racconta così le loro emozioni: «Lui, così come Trini,  prova le stesse emozioni di tutti e vuole solamente essere amato, accettato…»

Accettare le proprie differenze

La forza della squadra riuscirà a supportare Billy nei suoi rapporti con gli altri e Trini nella scoperta della propria omosessualità, rendendo il personaggio effettivamente il primo supereroe gay della storia del cinema. Sebbene già presenti nei fumetti, pensiamo al grande evento editoriale del matrimonio tra l’X-Man Northstar e il suo compagno Kyle sulle pagine di “Astonishing X-Men” del 2012, con alcuni personaggi anche nel mondo televisivo, i supereroi al cinema non avevano ancora avuto un vero e proprio rappresentate sul grande schermo.

Power Ranger riesce così a sfondare un muro rendendo orgoglioso anche l’originale Blue Ranger, l’attore David Yost, che abbandonò la serie per problemi legati alla sua omosessualità. «Credo che abbiano aumentato di molto la posta in palio. Molte persone della comunità omosessuale saranno entusiaste nel vedere quella rappresentazione».

Un piccolo grande passo che risponde pienamente all’obiettivo che il regista del film si è dato: «Il lungometraggio dice ‘Va bene’ e tutti i ragazzi devono capire chi sono e trovare il proprio posto nel mondo».  Perché il vero superpotere è essere se stessi.